Chef e Pasticcere
Sono uno chef e pasticcere che ha costruito il proprio percorso attorno a una cucina etica e sostenibile, in cui ogni ingrediente viene valorizzato al massimo, riducendo gli sprechi e lavorando in equilibrio con la stagionalità. La mia cucina è diretta, riconoscibile e contemporanea: unisce tecnica, memoria e territorio, con l’obiettivo di creare piatti essenziali ma profondi.
Nel 2014 ho aperto Evviva, ristorante dedicato alla cucina a scarto zero, dove ho dato forma concreta a una visione che oggi rappresenta il cuore del mio lavoro: trasformare ogni ingrediente, anche nelle sue parti meno nobili, in valore.
Il mio percorso professionale si è sviluppato all’interno di alcune delle più importanti realtà della cucina italiana e internazionale. Dopo la formazione all’Istituto Alberghiero di Salsomaggiore Terme, mi trasferisco a Parigi, nel ristorante di Alain Ducasse.
Rientrato in Italia, lavoro all’Antica Corte Pallavicina con Massimo Spigaroli e successivamente a Le Calandre di Padova con Massimiliano Alajmo. Partecipo all’apertura di ALMA come docente, per poi entrare nella cucina di Gualtiero Marchesi a Erbusco e seguirlo successivamente a Milano per l’apertura de Il Marchesino.
Proseguo il mio percorso al ristorante Vite di San Patrignano e nel 2012 entro a far parte della brigata di Massimo Bottura all’Osteria Francescana, dove approfondisco il lavoro sulla pasticceria e sulla costruzione del piatto.
Successivamente affianco lo chef Gianni Tarabini presso La Preséf, all’interno dell’azienda agricola La Fiorida in Valtellina, esperienza che rafforza il mio legame con la materia prima e il territorio.
Nel 2018 arrivo a Milano, portando la mia filosofia al ristorante Tre Cristi e partecipando a diversi progetti tra ristorazione gourmet e format contemporanei. Nel corso della mia carriera ho ricevuto riconoscimenti come Miglior Chef Pasticcere e Miglior Chef Under 30 per Identità Golose, oltre a premi legati alla sostenibilità e alla cultura gastronomica. I
l mio legame con la cucina nasce però molto prima, da bambino, grazie a mia madre: coltivare la terra, raccogliere i prodotti e trasformarli erano gesti quotidiani che oggi continuano a guidare il mio lavoro.
Oggi continuo a sviluppare una cucina che mette al centro l’essenziale, lavorando su menu stagionali e su un’idea chiara: per cucinare bene bisogna essere felici.
Allo stesso tempo porto avanti una ricerca quotidiana per cambiare il sistema, dimostrando che è possibile fare ristorazione di qualità in modo più consapevole, sostenibile e rispettoso.