Forum Young Romagna: a Cesena la prima edizione

Guideranno la società del domani. Ma quanto spazio hanno oggi?

Qual è il peso in Romagna dei Millennials (nati tra il 1981 e il 1996), i nativi digitali nel campo dell’imprenditoria sui temi di innovazione e risorse umane?

Si parla tanto di Millennials (nati tra il 1981 e il 1996), i nativi digitali di oggi destinati alla guida della società del domani. Ma qual è il loro “peso” in Romagna nel campo dell’imprenditoria sui temi di innovazione e risorse umane? E prima ancora, quanto spazio le imprese lasciano ai Millennials?

A cercare di dare una risposta su questo tema c’è la prima edizione di Forum Young Romagna. In programma a Cesena Fiera mercoledì 27 novembre, la mattinata (inizio ore 9.30) mette in rete imprenditori, startup, istituzioni, case history aziendali con i millennials della Romagna. Una generazione di cui tanto si parla ma poco si conosce, quanto meno a livello di studi. È di questi giorni l’allarme lanciato proprio da Cesena dall’economista Tito Boeri sulla fuga di giovani dall’Italia. «Tutta l’attenzione è sugli sbarchi ha detto l’economista ma non consideriamo che ogni anno 140mila giovani italiani altamente istruiti se ne vanno all’estero. Il primo pensiero dovrebbe andare all’esodo dei giovani». Concetto ribadito da un altro economista, Carlo Cottarelli, alcune settimane fa sempre a Cesena a Fattore R, il Forum dell’economia della Romagna. «Gli studi hanno evidenziato un collegamento tra crescita produttiva e numero di giovani. Nel nostro Paese siamo in crollo demografico e i giovani vanno all’estero: non è casuale che da 20 anni non cresciamo come Paese».

Tra i pochi studi sui Millennials c’è quello americano su scala mondiale di Pew Research Center. Il report prima di tutto ha evidenziato un mutato quadro economico: i nati tra il 1981 e il 1996 sono meno ricchi rispetto alla generazione precedente, per capirci quella dei loro genitori, dal momento che si è passati da 20.700 dollari di ieri a 12.500 di oggi. Non solo, siamo davanti a un mutamento culturale, dal momento che questa generazione dà priorità al benessere personale e all’ambiente.In questo quadro generale si pone Forum Young Romagna che chiama a raccolta una trentina di speaker da tutta Italia che dialogano in maniera interattiva con i Millennials, suddivisi in quattro tavoli di lavoro (Studiare, Fare, Condividere, Innovare).

Tra le testimonianze della giornata Stefano Andreoli autore radio-televisivo e fondatore di Spinoza.it, Gabriele Testa AD Alce Nero, Fabio Zaffagnini ideatore di Rockin’1000, Marianna Palella Ceo e fondatrice di Citrus – L’Orto Italiano, Paolo Tedeschi Canon Italia, Roberto Pasi fondatore di Beeing startup innovativa dedicata al mondo dell’apicoltura, Lodovico Carlà Co-fondatore di FinanzaWorld, Luca Pagliacci direttore marketing Orogel, Tatiana Coviello HR Director and Board member Banca Popolare, Volksbank Verona, Enrico Martini fondatore di Tulips, Marco e Francesco Bernardi di Illumia, Gianluca Fantini amministratore delegato di Finceramica, Luca Lo Iacono fondatore Foodstation, e tanti altri. Organizzato da Studio Pleiadi e GereBros.

Francesco Ubertini e Gianni Babbi: gli imprenditori aprano ai giovani

Tra i testimonial di Forum Young Romagna ci sono anche due nomi eccellenti: Francesco Ubertini, Rettore dell’Alma Mater di Bologna, e Gianni Babbi direttore marketing del celebre gruppo dolciario. Secondo il Rettore «c’è bisogno di ascoltare i giovani per una Università a misura loro ha detto in esclusiva al Forum. Ai giovani do due consigli: investire sulla propria preparazione perché la conoscenza farà sempre più la differenza; avere il coraggio di prendere in mano il presente. Tutto questo perché l’innovazione cammina sulle gambe degli studenti».
Infine un consiglio: «Suggerisco agli imprenditori di aprirsi e coinvolgere i giovani. È l’unica strada per far crescere un territorio».

Suggerimento fatto proprio da Gianni Babbi. «La scuola aziendale Attilio Babbi Accademy, nata nel 1981, è intestata a mio nonno. Avendo infatti potuto conseguire solo la terza elementare, desiderava che le persone avessero sempre più opportunità di studio e uno dei suoi tanti motti era: più c’è conoscenza, più le persone crescono e possono diventare grandi. La scuola è nata dalla consapevolezza che avremmo potuto insegnare a tanti giovani un nuovo mestiere, opportunità di futuro».

Autore: Filippo Fabbri
Fonte: CorriereRomagna